I HEAR VOICES IN MY HEAD

 
 

1. I hear voices in my head
Leonardo Radicchi - Creative Music Front  

I hear voices in my head – Creative Music Front-Leonardo Radicchi (GME014)

Recorded @ Perfection Studio, Everett , MA, USA by Eduardo Muniz

 Mixed by Alessio Romano & Leonardo Radicchi                      

Produced by  Roberto Ramberti

                         

 

Leonardo Radicchi – tenor and soprano sax

Tiziano Bianchi – trumpet and flugelhorn

Gonzalo Allendes – piano

Greg Feingold – upright bass

Jose Andres Marquez – drums

 

Note di Leonardo Radicchi:

#1- The Ocean Between (L.Radicchi): ho composto questo brano appena arrivato negli Stati Uniti. L’oceano era quello tra me e ciò che mi lasciavo dietro, l’oceano che mi separava dalle persone, dai luoghi.. Strutturalmente e’ molto semplice ed e’ un chiaro omaggio alla musica di John Coltrane. Così come l’oceano e’ senza strade già’ segnate, così non ci sono indicazioni armoniche stringenti per l’improvvisazone.

#2- I Hear Voices in my head(L.Radicchi): Il titolo e’ originariamente ispirato a Lithium dei Nirvana. Più’ in generale celebra la voglia di evasione, di assecondare le mille voci che ci vorrebbero far cambiare qualcosa o tutto della nostra vita. La voglia di non essere lineari, di mandare tutto a ‘ffanculo.. ma con il groove!

#3- Four in One (T.Monk): la vertigine e la logica, l’equilibrio e l’instabilita’. Questi per me sono i “quattro in uno” di questo strepitoso brano di Monk.

#4- Nocturno (G. Allendes): sin dalla prima volta che ho suonato questa ballade di Gonzalo sono stato stregato dalla sua capacita’ di aver mescolato emozioni diverse in questa intensa composizione dal sapore classico.#5- Waiting and Wondering (L.Radicchi): Solo, cammini e pensi, sai che devi aspettare, perché niente se non il tempo potrà dirti come andrà a finire.. pensi ai film, a quell’unica volta a Venezia, alle coperte e ai dolci… passa un cane e ti abbaia contro ma non te ne accorgi. Aspettare non e’ sempre un processo passivo, il tempo a volte e’ l’ingrediente essenziale. Questo almeno e quello che continuo a ripetermi.

Ci sono un sacco di influenze extra jazzistiche in questo pezzo: il cinema, il minimalismo, la fisarmonica di mio papa’, Yan Tiersen e la curiosità’ di sapere come andrà’ a finire.

#6- Monkproof (L.Radicchi): il grottesco che si trasforma in bellezza, questo e’ l’aspetto per me più’ affascinante della musica di Monk. Monkproof e’ il mio omaggio al suo genio.

#7- Falling Grace (S.Swallow): la seconda mattina in studio stavamo aspettando ancora che l’accordate arrivasse per sistemasse il piano, così con solo Jose’ e Greg ci siamo divertiti con uno dei miei brani preferiti. Ci si può’ suonare sopra di tutto, e dentro ci si possono trovare mille vie d’uscita.

#8- 5 Vignettes (L.Radicchi/T.Bianchi/G.Allendes/G.Feingold/J.Marquez): – Together

– Far away – The wrong direction – Acknowledgement – New Path

e’ una breve Suite di 5 movimenti. Potrebbbe essere definito “free” ma non lo e’ del tutto, perché pur non avendo dato alcuna indicazione sul ritmo, gli accordi o melodia la storia descritta dai cinque titoli e’ estremamente stringente. Il finale e’ aperto: a te la scelta.

#9- The Wide Mouth Frog (L.Radicchi): “la rana dalla bocca larga” e’ una barzelletta per bambini, di quelle che possono far ridere anche se già le conosci. Il pezzo ha una forma anomala e un’armonia complicata, ma e’ solo un pretesto per divertirsi un po’. Uno scherzo.

#10- A New Spring (L.Radicchi): ho scritto questo pezzo pensando ai ragazzi della mia eta’ che stanno cercando di conquistarsi una nuova libertà. Ho cercato di creare una sonorità’ evocativa ma indefinita – ne maggiore ne minore – augurando a questi popoli di poter scegliere la loro via.

 

Il Creative Music Front e’ progetto ideato da Leonardo Radicchi nel fervente ambiente musicale e di contaminazione culturale del Berklee College of Music di Boston.

La frequentazione umana e artistica di musicisti di differenti continenti e retaggi culturali ha motivato sin dall’inizio Leonardo a sperimentare contaminazioni tra jazz, funk, ritmi latini, armonie europee e suggestioni orientali.

Caratteristica peculiare del CMF e’ che pur lasciando enorme spazio all’improvvisazione, anche collettiva, viene data molta importanza alla fase di scrittura (composizione e arrangiamento) della musica. Questo approccio estremamente accurato fa si che ogni performance sia un’esperienza di ascolto complessa e coinvolgente.

Gli arrangiamenti hanno permesso di sintetizzare e bilanciare le diverse influenze e sonorita’ in un unico e potente suono collettivo che rimane la vera caratteristica del gruppo.

Il repertorio del CMF e’ basato essenzialmente su composizioni originali di tutti i musicisti e su un numero ridotto di standard jazz completamente rivisitati cosi’ da legarsi alla sonorita’ del gruppo.

In Italia CMF è composto da:

Leonardo Radicchi/sax tenore e soprano

Manuel Magrini/pianoforte

Andrea Colella/contrabbasso

Fabio D’isanto/batteria

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